Lo Yoga in gravidanza

Lo yoga è una ginnastica molto praticata durante i corsi preparto: attraverso i suoi esercizi, infatti, agisce sul corpo e sulla mente assicurando il raggiungimento del benessere psicofisico, sia per la mamma che lo pratica, sia per il bebè nel pancione. 

 

 

La pratica di questa disciplina, che è nata in Oriente alcuni millenni fa, consiste nell’assumere una serie di posizioni, dette asana, e nel respirare secondo una particolare tecnica, detta pranayama. Compiere questi movimenti, che sono molto dolci e vanno eseguiti con dolcezza, e praticare questo tipo di respirazione insegna a sciogliere i muscoli e i legamenti e a respirare correttamente per rilassarsi completamente e liberarsi, così, dai pensieri negativi.

 

Durante la gravidanza, poi, respirare correttamente diventa ancora più importante perché consente di migliorare lo scambio di ossigeno tra mamma e bambino e ‘massaggia’ il piccolo all’interno del sacco amniotico.

Le asana più indicate durante la gravidanza sono quelle che aiutano a rinforzare la zona pelvica - per favorire la fase espulsiva - e a rinforzare le gambe, sotto sforzo durante il travaglio.

La respirazione pranayama è importante perché aumenta l’assorbimento dell’ossigeno: esercitarsi a compierla fin dal primo mese aiuta ad affrontare il travaglio perché consente di respirare utilizzando il diaframma.

La respirazione diaframmatica si rivela molto utile perché aiuta a evitare il ristagno dei liquidi oltre a favorire la digestione e l’equilibrio dei centri nervosi.

A che mese di gravidanza si può cominciare e con che frequenza si può praticare lo yoga?
Se ci si avvicina a questa disciplina per la prima volta, è meglio aspettare il terzo mese, se, invece, si pratica lo yoga da prima della gravidanza, e quindi si è già allenate, si può continuare a esercitarsi anche durante il primo mese.

 

Lo stesso discorso riguarda anche la frequenza dell’allenamento: se si è già allenate si possono eseguire gli esercizi ogni giorno (per un’ora), altrimenti è meglio cominciare esercitandosi per un’ora alla settimana e intensificando l’attività (arrivando a due ore alla settimana) durante gli ultimi due mesi di gestazione.


Lo yoga può essere praticato sia a casa che in palestra, dove si può seguire un corso specifico dedicato alle mamme in attesa, o di scegliere di essere seguite da un istruttore. Se è la prima volta che ci si avvicina a questa disciplina è bene seguire qualche lezione, per essere sicura di praticare gli esercizi nel modo giusto e di respirare correttamente.

Per riassumere, la pratica dello yoga fa bene:

  • ai muscoli – che si allungano e diventano più tonici. Questo consente di muoversi più agilmente nonostante l’aumento di peso e, al momento del parto, di reagire più attivamente al dolore;
  • alle articolazioni – perché recuperano scioltezza permettendo di rispondere adeguatamente, durante il travaglio, alle contrazioni e alle spinte;
  • alla postura – che viene corretta perché si raddrizzano le spalle e la schiena evitando così che il peso del pancione sbilanci in avanti;
  • alla circolazione sanguigna – perché il sangue fluisce più liberamente e l’organismo di mamme e bambino si ossigenano meglio.