L'importanza del calcio
Il tessuto osseo deve la propria consistenza ai Sali minerali di magnesio e, soprattutto, di calcio contenuto in abbondante quantità nelle ossa: circa 1,2 Kg, che rappresentano il 99% del calcio presente nell’intero nostro organismo. Il rimanente 1% ( 10-12 grammi ) è distribuito negli altri tessuti e disciolto nel sangue. Oltre alla fondamentale funzione plastico-strutturale dell’osso, il calcio esplica un ruolo rilevante per :
- l’eccitabilità neuro-muscolare
- la contrazione muscolare
- la coagulazione del sangue
- la difesa dell’integrità della membrana cellulare
- la coagulazione del sangue
- l’attivazione dell’insulina e di altri ormoni
- la regolazione della pressione arteriosa, ecc.
Il metabolismo del calcio viene regolato dal paratormone, dalla calcitonina ( che favorisce il deposito di calcio a livello delle ossa) e dalla vitamina D ( che favorisce l’assorbimento intestinale del calcio e la sua fissazione nelle ossa ).
L’attività “plastica” dell’osso consiste in un rinnovamento costante dell’osso, nell’accumulare calcio nella propria corticale per aumentarne lo spessore e quindi la consistenza. Comincia con i primi mesi di vita, raggiunge il suo massimo ( picco di formazione ossea ) intorno ai 35 anni, dopo di che declina rapidamente, anche se non cessa mai.
Un’attività che porta a consumare ogni giorno il calcio che si trova disciolto nel sangue nella quantità di circa 700 milligrammi. Se a questi aggiungiamo i circa 100-200 milligrammi di calcio che perdiamo quotidianamente con le feci ed i 200 circa che perdiamo con le urine, è facile comprendere come il nostro fabbisogno giornaliero si aggiri intorno al grammo. Questo,naturalmente, in condizioni “normali”, perché già in gravidanza, nell’età evolutiva e in menopausa il fabbisogno giornaliero supera il grammo. Senza contare che basta …una bella sudata per farci perdere ancora più calcio, che va poi compensato.
Se il livello del calcio nel sangue ( calcemia ) si abbassa di troppo, perché non viene compensato da una adeguata assunzione, il sangue è costretto a “rifornirsi” di calcio direttamente dalle ossa per compensare il proprio deficit: insomma, come è stato detto, il corpo “cannibalizza” il proprio scheletro.
La Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché gli Organismi Nazionali, come la nostra Società Italiana di Nutrizione Umana, hanno da tempo fissato i fabbisogni giornalieri di calcio ( vedi tabella ), nell’intento di contrastare o quantomeno ritardare il più possibile l’insorgere dell’osteoporosi, malattia ormai considerata sociale e che rischia di diventare, come qualcuno l’ha già definita, il “ Quarto Cavaliere dell’Apocalisse Moderna”:
In Italia si verifica una frattura da osteporosi ogni 30 secondi!